Poiché la precarica non è stata completata, seguiamo il percorso da cui entra la corrente, controllando dall’esterno verso l’interno.
1. Problemi con l’alimentazione della linea di ingresso
Molti tecnici, quando vedono l’errore dell’azionamento, si affrettano a smontare l’inverter; in realtà, il primo passo dovrebbe essere quello di misurare con un multimetro la tensione trifase della linea di ingresso dell’armadio.
Pensateci: se oggi la tensione dello stabilimento è bassa (ad esempio, se da 380 V è scesa a 320 V), o se un fusibile a monte si è bruciato su una fase (mancanza di fase), o se la tensione in ingresso era già insufficiente, come avrebbero potuto i condensatori del circuito di collegamento CC caricarsi alla tensione preimpostata entro il tempo specificato?
Dettagli sul posto: specialmente nelle vecchie officine, o quando apparecchiature ad alta potenza nelle vicinanze (come forni ad arco elettrico o grandi presse a punzone) si avviano improvvisamente, la tensione della rete elettrica cala in un istante. In caso di errore F30027, misurare innanzitutto se L1, L2 e L3 sono stabili.
2. Il contattore principale (Main Contactor) "si blocca” o "si incolla”
Quando la precarica sta per terminare, il contattore principale deve inserirsi in tempo. Se il contattore principale è guasto, ad esempio:
* La bobina è bruciata o il circuito di controllo non ha inviato alimentazione;
* I contatti sono ossidati, erosi o presentano un cattivo contatto;
* Guasto dei contatti ausiliari: la scheda madre non riesce a ricevere il segnale di feedback "Mi sono inserito”;
Allora il sistema si chiederà: «Perché i resistori di precarica sono ancora collegati in serie? Il tempo di precarica è scaduto?», e genererà direttamente un codice di errore F30027. Se sul posto si sente il «clic» del contattore seguito da un’apertura immediata, concentrarsi sul controllo di questo componente.
3. I parametri non corrispondono alla tensione in loco
Questo è particolarmente comune quando si sostituiscono pezzi di ricambio o si reinstallano i sistemi.
Ad esempio, originariamente l’alimentazione trifase in loco era a 380 V, ma i parametri interni del convertitore di frequenza appena sostituito erano impostati per un sistema a 480 V. Il convertitore di frequenza misurerà meccanicamente la tensione di precarica in base agli standard a 480 V; quando viene caricato a 380 V, rileva di aver caricato solo metà della tensione, attende a lungo senza raggiungere la tensione target e, naturalmente, segnala un timeout.
Si consiglia di verificare il parametro della tensione nominale della linea di alimentazione del convertitore (ad esempio P0210 ecc.), per vedere se corrisponde alla tensione effettiva in loco.
4. Perdita interna o cortocircuito nel circuito di collegamento CC (DC Link)
Se l’alimentatore e il contattore sono entrambi in buone condizioni, ma i condensatori non si caricano in nessun modo, allora bisogna sospettare che il circuito di collegamento CC presenti una perdita di corrente.
Ad esempio:
* Condensatori del circuito di collegamento CC invecchiati, rigonfi, con perdite di liquido e in cortocircuito;
* Rottura interna del terminale di ingresso del modulo IGBT;
* Presenza di frammenti metallici o residui di olio sulla scheda che causano un cortocircuito verso terra.
È come se, mentre il serbatoio sta versando acqua, il fondo presentasse un grosso foro da cui l’acqua fuoriesce in modo incontrollato: il livello dell’acqua, per quanto ci si sforzi, non riesce a salire. Nota: prima di controllare il circuito di collegamento CC, è necessario interrompere completamente l’alimentazione e utilizzare un multimetro per verificare che la tensione del circuito di collegamento CC sia scesa entro i limiti di sicurezza (al di sotto di 36 V) prima di iniziare le misurazioni!
5. Resistenza di precarica bruciata (circuito aperto) o relè di precarica guasto
Quelle poche resistenze di precarica, da alcuni ohm a diverse decine di ohm, presenti nel circuito di precarica sono tra i componenti con le condizioni operative più difficili. Ad ogni accensione devono sopportare un enorme picco di corrente.
Se il resistore di precarica si è semplicemente bruciato (circuito aperto), il condensatore non può caricare nemmeno un volt di energia; se invece è il contatto del relè che controlla la precarica ad essere guasto, il circuito non è collegato e, analogamente, non è possibile caricare energia. In questa situazione, smontare l’azionamento e misurare con un multimetro il valore di resistenza del resistore di precarica fornirà immediatamente dei risultati.
6. «Protezione termica» causata da frequenti interruzioni e riavvii dell’alimentazione
Alcuni operatori, quando si imbattono in un errore, amano ricorrere al «grande trucco del riavvio»: interrompere l’alimentazione — riattivarla — interrompere l’alimentazione — riattivarla, alternando le operazioni più volte nell’arco di un minuto, nel tentativo di «tentare la fortuna». Questo è un comportamento estremamente rischioso! Il resistore di precarica genera calore in modo intenso ogni volta che viene inviata corrente; frequenti accensioni faranno salire vertiginosamente la temperatura del resistore. Alcuni
convertitori Siemens sono dotati di un meccanismo di protezione termica del resistore di precarica: una volta rilevato che il resistore è troppo caldo, interromperà forzatamente la precarica e genererà anche il codice di errore F30027.
Soluzione: smettila subito! Spegni l’apparecchiatura, lasciala riposare tranquillamente per 10-15 minuti, lascia che il resistore di precarica si raffreddi completamente, quindi prova a inviare corrente di nuovo.
7. Sistema con bus CC comune di grandi dimensioni, quantità totale di condensatori superiore allo standard
Questo caso rientra nelle condizioni operative speciali. Ad esempio, nelle grandi linee di produzione automatizzate o nei sistemi multiasse, diversi azionamenti sono collegati allo stesso bus CC condiviso oppure collegati esternamente a un array di condensatori di dimensioni molto grandi. La capacità totale dei condensatori è troppo elevata; il tempo di precarica preimpostato originariamente di 2 secondi non è semplicemente sufficiente: prima che i condensatori si carichino completamente, il timer di sistema raggiunge il limite. In questo caso è necessario allungare opportunamente il tempo di monitoraggio della precarica nei parametri.